Sei novelle in cerca di palco: i sei testi scelti al Pirandello Fringe Festival

La giuria del festival premia sei lavori che rileggono Pirandello tra spazi urbani, identità e nuovi linguaggi scenici.

A cura di Redazione Redazione
04 giugno 2026 11:55
Sei novelle in cerca di palco: i sei testi scelti al Pirandello Fringe Festival -
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L'annuncio è arrivato come un segnale preciso nella vita culturale di Agrigento: il Pirandello Fringe Festival, ideato e diretto da Roberta Torre, ha dichiarato i sei testi vincitori del progetto "Sei novelle in cerca di palco". La decisione è frutto del lavoro della giuria composta da Alessandro Patti, Andrea Cirino, Rita Gari, Marco Savatteri, Valerio Santoro e Tiziana Bonsignore, che ha selezionato opere nate all'interno del corso di drammaturgia.

La scelta dei testi non è stata neutra: si punta a trasformare luoghi quotidiani in palcoscenici, facendo dialogare la parola con la pietra, la strada e il silenzio. L'idea di portare il teatro fuori dai teatri — in luoghi simbolici della città — ribadisce la volontà di mettere in scena un universo pirandelliano letto alla luce dei nostri tempi, con un'attenzione forte alla relazione con lo spazio urbano e alla fisicità della rappresentazione.

I testi vincitori

  • I tre secondi di Massimo Pantano — tratto da La verità. Il testo indaga la tensione tra verità individuale e giudizio collettivo, attraverso la confessione del contadino Tararà e il peso delle convenzioni sociali.

  • La posta in gioco di Michele Carvello — ispirato a Il nido. Una riflessione sulla famiglia, sull'isolamento e sull'incapacità di costruire relazioni autentiche dentro dinamiche sociali ed economiche oppressive.

  • Secondo natura di Angelo Castellano — tratto da Il soffio. Esplora il tema del potere e della responsabilità morale, raccontando la scoperta di un gesto che può determinare la morte.

  • Non è tutto oro ciò che luccica di Rita Daniela Timpanaro — tratto da La fede. Un'indagine sulla spiritualità e sul rapporto tra fede autentica e la dimensione istituzionale della religione.

  • Dis(accordo) di Giovanni Fardella — ispirato ai Dialoghi tra il Gran Me e il piccolo me. Un lavoro che mette in scena lo sdoppiamento dell'identità e il conflitto tra aspirazione ideale e quotidianità materiale.

  • E venne Scialle Nero di Giulia Caci — liberamente tratto dalla novella pirandelliana. Progettato per instaurare un rapporto essenziale tra parola, presenza scenica e luogo, un intreccio di narrazione emotiva e simbolica.

I testi sono frutto del lavoro degli allievi del corso di drammaturgia condotto da Ottavio Cappellani: una fucina in cui la tradizione pirandelliana viene trasformata in sperimentazione contemporanea, con una varietà di linguaggi scenici che cercano sempre una nuova intesa con i luoghi della rappresentazione.

Al culmine di questa selezione si percepisce la volontà di dimostrare l'attualità della drammaturgia pirandelliana: temi come identità, incomunicabilità, fede e conflitto interiore non sono archeologia letteraria, ma strumenti per leggere il presente. La direzione artistica di Roberta Torre conferma il progetto come un'occasione per far dialogare il classico con forme narrative rinnovate e spazi inediti.

Il prossimo passaggio sarà vedere questi testi messi in scena. I sei spettacoli saranno collocati in diversi luoghi di Agrigento, trasformando la città in un palcoscenico diffuso e invitando il pubblico a ridisegnare i confini tra teatro e vita quotidiana. In questo senso, il festival non è solo un concorso: è un'esperienza che cerca di riportare la drammaturgia al centro della comunità, offrendo nuove prospettive sul patrimonio pirandelliano e sulla scena contemporanea.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 04 giugno 2026

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