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Nox Seminis ad Agrigento: una notte di fuoco, musica popolare e storie contadine il 31 ottobre
Nox Seminis ad Agrigento: una notte di fuoco, musica popolare e storie contadine il 31 ottobre
Una serata attorno a un grande falò alla Fattoria Valle dei Templi: musica, poesia e cibo tradizionale. Posti limitati, ingresso 20€.
Una festa per celebrare la terra e il passaggio di stagione: il prossimo 31 ottobre la Fattoria Valle dei Templi ad Agrigento ospita "Nox Seminis • a festa du focu e da terra", una serata pensata come incontro tra comunità, musica e ritualità contadina. L'evento propone un grande falò come fulcro simbolico e scenografico.
Dettagli dell'evento
L'appuntamento è fissato per il 31 ottobre 2026 presso la Fattoria Valle dei Templi, ad Agrigento. Si tratta di una manifestazione serale che unisce elementi di tradizione agricola, musica e narrazione; l'obiettivo dichiarato è celebrare «ciò che la terra ci ha dato» e guardare alla stagione a venire. L'organizzazione segnala un format intimo, con un piccolo palco inserito tra le persone.
Programma e artisti
Il cartellone prevede l'esibizione della Compagnia di Tradizione Popolare Val d'Akragas, musica e canto popolare che occupano il centro della serata. Le narrazioni saranno affidate a Mimmo Galletto, indicato come poetadella civiltà contadina, mentre Lello Analfino si esibirà in una "speciale dimensione acustica", accompagnato da musicisti, fiati e percussioni. Lo spettacolo punta su una dimensione raccolta e partecipata, con la musica e la parola come strumenti principali.
Biglietti e capienza
Il biglietto d'ingresso costa 20 euro. Nel prezzo sono inclusi caldarroste, panelle e vino caldo. I biglietti sono in vendita su LiveTicket; l'organizzazione avverte che i posti sono limitati: solo 200 disponibili. Per questo motivo si raccomanda l'acquisto anticipato per chi intenda partecipare.
L'evento si inscrive in una tradizione di celebrazioni legate al raccolto e ai riti autunnali: il falò diventa qui simbolo di chiusura della stagione agricola e di aggregazione sociale. La presenza di cantori popolari e di un poeta della civiltà contadina sottolinea la volontà di valorizzare linguaggi e pratiche locali, in un contesto che mescola spettacolo e memoria collettiva.
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