Nasce la Rete delle Bollicine Siciliane: lo spumante diventa porta d’accesso al territorio

Allo stesso tempo progetto enologico e strategia turistica: IRVO e AIS lanciano il Manifesto per mappare spumanti, territori e percorsi enoturistici in Sicilia.

A cura di Redazione Redazione
14 luglio 2026 16:59
Nasce la Rete delle Bollicine Siciliane: lo spumante diventa porta d’accesso al territorio -
Condividi

Lunedì 13 luglio, al Madison di Realmonte, si è tenuto il convegno "Bollicine Siciliane. Dall’eccellenza enologica all’esperienza di un territorio", atto fondante della Rete delle Bollicine Siciliane. Promosso dall'Istituto Regionale dell'Olio e del Vino (IRVO) in sinergia con la sezione siciliana dell'Associazione Italiana Sommelier (AIS), l'evento ha fatto da incidente scatenante a un progetto che ambisce a trasformare la bolla in un vero e proprio biglietto d'ingresso per i percorsi culturali e naturalistici dell'isola.

Nel suo intervento, la commissaria IRVO Giusi Mistretta ha sottolineato come le bollicine isolate siano ormai dotate di una identità riconoscibile, frutto di territori distinti, vitigni autoctoni e internazionali e investimenti in innovazione e sostenibilità. L'obiettivo dichiarato è costruire un'immagine collettiva forte attraverso un Manifesto che dia vita a una rete coordinata tra produttori, istituzioni e consorzi.

Secondo i dati dell'Osservatorio IRVO (2025), riportati durante il convegno, la produzione spumantistica siciliana conta 140 aziende e 330 etichette sui mercati nazionali e internazionali. I numeri delineano un settore in crescita: il 54% della produzione segue il Metodo Charmat e il 46% il Metodo Classico; per denominazione, 49,1% è IGT Terre Siciliane, 29,3% Doc Sicilia e 20,4% Doc Etna. Questi elementi costituiscono il banco di prova per definire una categoria riconoscibile e competitiva.

Il momento culminante del convegno è stato la presentazione della Dichiarazione di Intenti e del Manifesto, strumenti pensati per mettere a sistema competenze e risorse. Francesco Baldacchino, presidente AIS Sicilia, ha descritto l'iniziativa come esempio di dialogo e collaborazione volto a creare una voce unica e autorevole per le bollicine da promuovere sul piano nazionale e internazionale.

Mappa e territori delle bollicine

La rete proposta mappa gli areali produttivi come tappe di un itinerario che combina paesaggi vulcanici, colline interne, coste mediterranee e isole battute dal vento. Sull'Etna, dove il Nerello Mascalese e il Carricante si esprimono in spumanti Metodo Classico, la Doc Etna è l'area con la crescita più significativa: la sua incidenza è passata dal 9,8% del 2018 al 20,4% del 2025. Qui l'enoturista trova microclimi, suoli lavici e siti come il Parco dell'Etna e la Valle del Bove.

Nella Sicilia occidentale, tra Trapani, Marsala, Menfi e Agrigento, il mosaico produttivo — con Grillo, Catarratto, Inzolia, Zibibbo e altre varietà — unisce Metodo Charmat e Metodo Classico e si connette a riserve naturali e aree archeologiche come la Valle dei Templi e le saline di Trapani.

Nel cuore dell'isola, tra Caltanissetta ed Enna, le colline e gli altopiani custodiscono vigneti che producono spumanti da Nero d'Avola, Pinot Nero, Grillo e altri vitigni. Qui il patrimonio culturale e paesaggistico — Villa Romana del Casale, il Lago di Pergusa, i Monti Erei — accompagna l'offerta enoturistica.

Il Sud-Est, tra Ragusa, Siracusa e Noto, combina la vocazione aromatica del Moscato bianco e le versioni rosate del Nero d'Avola con un patrimonio barocco e archeologico di alto livello: Ortigia, la Neapolis e le riserve di Vendicari sono tappe naturali per il turista del vino.

Tappa a sé è Pantelleria, dove la coltivazione ad alberello dell'Uva Zibibbo — patrimonio immateriale UNESCO — genera spumanti che raccontano il sole, il vento e la natura dell'isola.

La proposta della Rete è dunque ambiziosa ma pratica: mappare produzioni e luoghi, costruire itinerari enoturistici dedicati e coordinati, e porre la bolla siciliana come punto di partenza per esplorare beni UNESCO, riserve naturali e borghi storici. L'intento è offrire un prodotto turistico di alto livello che metta insieme accoglienza, qualità enologica e valorizzazione del territorio.

L'orizzonte operativo prevede il coinvolgimento di consorzi, associazioni di produttori e istituzioni regionali per sottoscrivere la dichiarazione e dare concretezza al Manifesto. IRVO, in linea con le strategie dell'Assessorato Regionale per l'Agricoltura, punta a favorire condizioni di crescita competitive, coese e riconoscibili sui mercati internazionali.

La sfida rimane tradurre il racconto in offerte fruibili: degustazioni esperienziali, percorsi tematici, promozione congiunta e standard qualitativi. Ma se il progetto manterrà la rotta, ogni calice di spumante potrà diventare davvero la porta d’accesso a un'isola la cui ricchezza culturale e naturale è tanto variegata quanto la sua produzione enologica.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 14 luglio 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Agrigento